"Siamo esseri umani haimè, perennemente convinti di avere qualcosa da insegnare al prossimo: ai familiari, ai conoscenti, gatti , cani….. in quella giornata di mare e pensieri ho iniziato a provare a guardare il mondo con gli occhi di Kublai, quegli occhioni grandi e scuri, che portano con loro la magia poetica dei clown del circo, la capacità di trasmettere il sorriso e una velata dolce malinconia. Pensando a questi anni condivisi con lui mi sono resa conto, per la prima volta con chiarezza, come il nostro cane giorno dopo giorno, senza avere alcuna pretesa, avesse condiviso con me delle esperienze e mi avesse fatto capire più che insegnare l’importanza di alcune cose.

Ho ripensato e riletto eventi accaduti  con occhi diversi, con maggior semplicità e immediatezza, un briciolo di razionalità in meno e soprattutto spogliando la mente di tanti luoghi comuni che spesso sono solo abiti stretti, che continuiamo ad indossare per abitudine e per paura di mostrarci più liberi e fragili al prossimo.

Qualcuno sorriderà di questo e penserà la mia sia un’esagerazione, in realtà Kublai è stato un punto di partenza per capire come le cose vadano viste anche da altre prospettive e come dovremmo aprirci alla conoscenza degli altri e di noi stessi con meno vincoli e meno catene di quelle che il mondo odierno ci fa percepire come necessità.

                                                                                                Tratto da "....me lo ha detto Kublai"